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Capitolo 1 – La comunità educante
1.2
LA PARLATA NUOVA E LA FAMIGLIA FELICE
LA PARLATA NUOVA
art. 34
L/C art. 42
Nella giungla c’è un tempo, quello della parlata nuova, che rappresenta la novità portata dalla primavera, la nuova stagione, la libertà. È annunciata da Ferao, il picchio, quando tutti gli odori si fanno nuovi e deliziosi. Esiste una bella assonanza con un’altra parlata nuova, deliziosa e dolcissima: il buon annuncio di Dio che stringe con l’uomo una nuova alleanza, una nuova relazione educativa. Il Padre ci propone un progetto di uomo, mostrandoci l’umanità nel Figlio: Paolo scrive che «se uno è in Cristo è una creatura nuova, le cose di prima sono passate, ne sono nate di nuove». Ci viene offerta una strada di libertà possibile: Dio compie un’azione che ci lascia liberi, un “gesto interrotto”1 che attende di essere completato in modo originale dall’uomo. Lo stesso accade nella nostra relazione educativa con i ragazzi: è un legame creativo che chiede all’adulto di far morire il suo io e di mostrarsi come persona in grado di mettersi in discussione, di conoscere e di comunicare. Una relazione diventa feconda se fondata sulla disponibilità a entrare in sintonia, su uno scambio che coinvolge entrambi i soggetti, li stimola, li interroga, li mette in atteggiamento di apertura verso l’altro. La parlata nuova è uno strumento importante che
1 Espressione utilizzabile per indicare l’importanza di un’educazione capace di attendere dall’altro il completamento dell’azione dell’educatore.