XVIII. NASCITA E MORTE
XVIII. NASCITA E MORTE
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16. Corteo degli eletti, particolare della lunetta del portale sinistro, fianco sinistro, della cattedrale di Reims. 17. Affresco di scuola senese del 1346 che raffigura l’uscita delle anime dal Purgatorio, raffigurato come una montagna cava, e che riprende l’iconografia legata a san Patrizio e al pozzo. Monastero di San Francesco, Todi.
buto decisivo anche al precisarsi delle credenze relative al Purgatorio, studiato decenni orsono da Jacques Le Goff. A partire dai secoli XII-XIII, l’aldilà cominciò anche ad avere una sua struttura geografica sempre meglio definita e composta da tre luoghi, come mostra la Divina Commedia: l’Inferno per i dannati, il Paradiso per i beati, e il Purgatorio, in cui coloro che non si sono macchiati di peccati mortali, ma sono comunque peccatori, trascorrono un tempo più o meno lungo. A questi tre luoghi se ne devono aggiungere altri due: il Limbo di coloro che sono vissuti come giusti prima dell’avvento del Cristo, ma non avendo il battesimo non possono dimorare tra i beati; e, per le medesime ragioni, il Limbo dei bambini, periti senza aver ricevuto il battesimo: a loro non sarà mai concesso partecipare alla gioia suprema della contemplazione di Dio. PENITENZA E CONFESSIONE La Chiesa delle origini ammetteva i pagani al proprio interno attraverso il battesimo; a quel punto, nessuno poteva essere escluso dalla comunità salvo che per tre peccati di particolare gravità: l’omicidio, l’adulterio, l’apostasia. Nel tempo, tuttavia, il costume divenne meno rigido e i laici che si fossero resi colpevoli di questi tre peccati potevano esser riammessi in seno alla Chiesa con una seconda (e in taluni casi una terza) riconciliazione. Il peccatore confessava al vescovo in privato, ma era tenuto a fare richiesta di penitenza pubblicamente. Questo genere di confessione viene detta «penitenza pubblica» o «canonica». La condizione del penitente era segnalata da alcuni atti di contrizione e umiliazione manifesti: digiuni, abbigliamento povero, esclusione dalla comunione e così via. In province lontane da Roma, come le isole britanniche e soprattutto a partire dall’Irlanda, si diffuse invece un’altra forma di penitenza, detta «tariffaria», secondo la quale ogni peccato contraeva una sorta di debito verso Dio che andava
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pagato secondo un «prezzo» o «tariffa» penitenziale stabiliti in genere a priori. Si trattava di forme di penitenza spesso meno gravi rispetto a quelle della penitenza canonica. La riforma gregoriana dell’XI secolo soppresse tuttavia la pratica, ritenuta fonte di errore rispetto all’autorità pontificia. Entrarono a quel punto in vigore le Summae Confessorum o Summae de Paenitentia, nelle quali si mescolavano norme penitenziali (come i digiuni), indicazioni su come accogliere ed educare il penitente, conseguenze giuridiche del peccato (che a quel punto si configurava quindi anche come reato). Inoltre, secondo una tradizione in auge nel mondo germanico, che a sua volta aveva influenzato quello latino, si diffuse la possibilità di riscattare un peccato con una somma di denaro proporzionata, detta compositio. Il che prese a comportare il fatto che molti benestanti «componevano» il proprio peccato finanziando preghiere o messe, ma anche poveri o sacerdoti che compivano al loro posto penitenze o pellegrinaggi penitenziali. Com’è facile immaginare, la pratica dette vita a numerosi abusi, e per questo ci si orientò a volgere le composizioni nelle cosiddette «indulgenze». Alla base dell’indulgenza sta il concetto che il peccato rompe la legge di Dio in due modi: si compie un atto che inficia la condizione dell’anima e si compie un’azione riprovevole nei confronti della società. Nel primo caso era necessario pentirsi e confessare sinceramente; nel secondo bisognava invece purgarsi attraverso le opere di misericordia, le preghiere, le messe, i pellegrinaggi e così via. Anche in questo caso non mancarono gli abusi, che a partire dal XV secolo agitarono la coscienza di molti cristiani e nel Cinquecento costituirono l’argomento principale della polemica di Martin Lutero nei confronti di Roma. Fra le azioni meritorie, le preghiere per i defunti e le richieste di intercessione erano comuni. In questo modo la nascita del Purgatorio si stabilizzò e si rafforzò anche come conseguenza dell’accrescersi di tali pratiche penitenziali.
18. Spaccato della Terra che mostra gli orrori dell’Inferno. Particolare della miniatura di un esemplare del Pellegrinaggio della vita umana di Guillaume de Degulleville, 1400-1410. Bibliothèque Royale Albert Ier, Bruxelles.
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